Battito incessante

Bangui, 15 aprile 2017

Percorrendo il tratto di strada per arrivare alla maternità di Gbaya Dombia, è la stessa geografia della città a suggerirti che stai per inoltrarti nel mondo di PK 5. La strada, l’asse che separa il secondo dal quinto -per insinuarsi nel terzo- arrondissement di Bangui, prima ampia e relativamente trafficata, si fa via via più stretta e vivace. I sensi si perdono nel brulicante fermento che contraddistingue questo angolo di città.

Una spremuta di cielo

Foto Flickr

Bangui 1 aprile 2017

Un vento leggero addolcisce l’aspro caldo torrido che caratterizza le giornate in CAR, Repubblica Centrafricana. Mi accarezza mentre mi trovo sul balcone di casa, mentre osservo il dolce e lento susseguirsi della vita del fiume: pescatori che gettano le reti, arrancano sulle piroghe che si incagliano a causa del basso livello dell’acqua, uomini che raccolgono sacchi di terra per farne mattoni scaldandoli nei forni ai bordi delle vie, bambini che raccolgono taniche di acqua da fonti improvvisate in mezzo al pantano. Immagino cosa ci sia nell’isola in mezzo al fiume: mi sembra di vedere il brulicare della vita, di udire le voci delle persone che spingono le barche con tutte le loro energie, di sentire il profumo degli avocado mischiato all’odore dell’immondizia bruciata.