CONdiVISIONE – la performance in 20 foto

Fare antropologia, oltre che pensarla e teorizzarla, è l’idea guida che ci ha spinto a costituirci come associazione. Un’antropologia che si occupi di fornire degli strumenti di lettura e, in seconda battuta, di intervento rispetto alle problematiche del nostro quotidiano. Per questa ragione abbiamo deciso di inaugurare l’evento di ramodoro, “CONdiVISIONE“, con una performance a partecipazione collettiva.

L’arte è uno strumento espressivo in grado di produrre uno shock estetico e favorire il processo trasformativo. Come per l’antropologia, anche per l’arte si tratta di un “fare” per trasformare, per indurre ad una riflessione e a una riflessività, quella capacità di riflettere anche su se stessi. ramodoro intende l’arte nel suo valore primigenio, che è politico: arte per la comunità, arte per educare, arte per curare, arte per canalizzare conflitti e creare spazi di partecipazione condivisa.

Ecco allora che CONdiVISIONE ha preso le mosse dall’esperienza corporea per poi arrivare in un secondo momento al confronto teorico e al dialogo verbale con il pubblico.

Abbiamo voluto giocare con l’idea di confine, a partire da una suggestione materica e tangibile.

¿frontera esta_tal?

ESEN

Opere Gigi Piana

Dal 23/02 al 03/03 negli spazi espositivi di Espronceda a Barcellona. Giovedì 22/03 alle ore 19.30 si inaugura la mostra alla presenza dell’artista che svolgerà una performance coinvolgendo il pubblico. Scopri di più e partecipa all’evento su “¿frontera esta_tal? | Gigi Piana”.

Le linee e i confini vengono usati per rappresentare le nostre identità. Questo tema che ha assunto una rilevanza sempre maggiore, diventando una tra le più diffuse chiavi d’interpretazione della realtà odierna. Anche in Catalogna e in Spagna la domanda “chi siamo” è al centro del dibattito politico e sociale. I lavori di Gigi Piana sono quindi importanti per ricordarci che l’identità non è un destino, bensì un insieme di decisioni: non solo decidiamo dove disegnare i confini, ma questa linea si può spostare e ridisegnare.

Second Skin – Hospital Uganda

Il corpo è per l’uomo il primo luogo in cui si manifesta lo stupore di essere se stessi.
D. Le Breton

Dall’11 al 21 ottobre 2017 è stato possibile visitare la mostra Second Skin – Hospital Uganda, a cura di Cute Project Onlus & Colezionissima, presso la Galleria Accademia di Torino. La mostra raccoglieva le opere, le fotografie e i testi di Gigi Piana, realizzate durante la missione di Cute Project Onlus a Fort Portal in Uganda a fine del 2016.

Che cosa ci faceva un artista visivo nell’equipe di medici chirurghi e anestesisti incaricati di svolgere una missione umanitaria per la cura e la ricostituzione di corpi lesionati da ustioni?

Probabilmente la motivazione è la stessa per la quale Gigi Piana, artista visivo e performer, è parte attiva di un’associazione formata per lo più da antropologi culturali, orientati al fare antropologia, oltre che a teorizzarla. L’etimo della parola chirurgia è “operare con le proprie mani”, e ha molto a che vedere con l’etimo di arte, che rimanda alla “capacità di agire e di produrre secondo un complesso di regole e di esperienze tecniche e conoscitive”, recita l’enciclopedia Treccani. L’antropologia medica da anni riafferma la centralità del corpo e delle sue tecniche, delle sue abitudini socialmente acquisite, dei suoi modi di soffrire e di curarsi, in un processo che procede dall’esperienza sensoriale per andare ad organizzare sistemi di significato rispetto al proprio essere al mondo.

La verità dietro la mappa

Intervista a Laura Canali, cartografa di Limes e artista

Gigi Piana e Laura Canali si sono incontrati durante “Ogni cento metri il mondo cambia” (4 -7 maggio 2017) a Dogliani (CN) per esporre le proprie opere. Da questo incontro nasce l’occasione di una chiacchierata che ci porta dietro le quinte del lavoro di cartografa e artista di Laura.

Ogni cento metri il mondo cambia. Foto di Paolo Properzi

Gigi ed Elisa spinti dalla curiosità hanno messo insieme un po’ di domande: Come nasce una mappa? Come si scelgono i simboli? Come è possibile rappresentare la complessità del reale su una superficie bidimensionale? Qual è la differenza tra lavoro artistico e scientifico?

Siamo andati a cercare la verità dietro la mappa, un’occasione non solo per curiosare dietro le quinte di un lavoro antichissimo, ma anche di riflettere sul ruolo dell’arista e dello scienziato.

orientarci/si

Abbiamo deciso di inaugurare “orientarci/si” con una performance a partecipazione collettiva poiché riteniamo che alcuni linguaggi siano in grado più di altri di “parlare” in modo efficace. L’arte, nelle sue tante forme e declinazioni, come sottolinea F. Schott-Billmann, da un lato di ex-prime (preme fuori, esprime) e dall’altro im-pressiona (preme dentro, im-prime), produce shock estetico e proprio per questo favorisce il processo trasformativo.

Quindi per presentarci come associazione che tenta il dialogo tra più ambienti disciplinari, abbiamo deciso di partire dall’esperienza, prima che dalla teoria. L’esperienza vissuta e condivisa dai partecipanti ha preceduto il tempo dedicato agli interventi verbali, volti a narrare ciò che ci muove e a dare voce ad alcuni membri che hanno portato la loro testimonianza rispetto all’uso che si può fare dell’antropologia fuori (e anche dentro) l’accademia.

orientarci/si: arte, danza e antropologia

Venerdì 19 Maggio ramodoro presenta presso lo Spazio HYDRO di Biella i propri progetti con un evento che combina arte, performance e antropologia.

Un’occasione unica per riflettere su come ci orientiamo nella modernità. In questo mondo globale nel quale sempre più spesso l’uomo si sente spaesato, l’antropologia, che ha proprio nello spaesamento uno dei suoi principali strumenti euristici, intende proporre attraverso l’uso di linguaggi artistici approcci ibridi ed inediti per decifrare i segnali che ci circondano e provare così a ri-orientarci. L’evento sarà l’occasione per comprendere che cos’è l’antropologia, disciplina in costante ridefinizione di se stessa, e come questa può essere utilizzata per affrontare alcune delle grandi sfide odierne: comprendere cause e conseguenze della marginalità sociale e delle vulnerabilità strutturali, rivisitare l’incontro con l’Alterità, oggetto principe della disciplina antropologica, ma anche fondamento imprescindibile del vivere insieme.

Ogni cento metri il mondo cambia

Foto di Ewa Gleisner, Opera di Gigi Piana planisferi(semisfere) new skyline

Esistono tanti tipi di confini. Alcuni materiali, fisici, altre volte invece abbiamo a che fare con confini simbolici, culturali, più labili e invisibili ma pur sempre reali. Si tratta di muri, filo spinato, migrazioni, sofferenze e speranze. Si tratta di persone che li sfidano, li trapassano mettendosi in gioco e a volte rischiando anche la vita.

In occasione della VI edizione del “Festival della TV e dei nuovi media” dal 4 al 7 maggio 2017 si terrà la mostra collettiva “Ogni cento metri il mondo cambia”.

second skin

Sono rientrato domenica da una missione a Fort Portal, una città dell’Uganda occidentale, sui monti Ruwenzori, dove ho affiancato il team di Cute Project.

Cute Project è una onlus torinese presieduta dal Dott.or Daniele Bollero, che da anni lavora nella formazione teorica e pratica del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo, in particolare nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva e nella prevenzione delle ustioni.