Chiedo permesso

Foto di Cesar Dezfuli – Migranti aspettano a bordo della nave di soccorso Iuventa – appartenene alla ONG Jugend Rettet – la guardia costiera italiana per il trasferimento in Italia. Sono stati salvati a 20 miglia nautiche dalla costa libica, da un gommone con oltre cento persone a bordo

Nell’ambito della mostra “Confini migranti”, Eleonora Spina e Margherita Piccioni presenteranno a Biella venerdì 6 ottobre alle ore 18.00 il libro “Chiedo permesso”. Il volume introduce le persone, le storie e i silenzi dei centri di accoglienza per richiedenti asilo del Biellese.

“Confini migranti”, progetto all’interno del quale si è sviluppato il libro, nasce con lo scopo di mostrare attraverso la scrittura etnografica e la fotografia sociale cos accade dentro le mura dei centri di accoglienza e le dinamiche che si instaurano tra questi luoghi e l’esterno.

SESSO-OSSESSO (anche quando omesso)

Foto: Gigi Piana |ricerca_d_identità|

La sessualità dei migranti nel dispositivo della migrazione

Inizierò con una domanda. Una domanda del tutto sincera, priva di qualsiasi retorica, e che dunque resta sospesa, in attesa desiderante se non proprio di una risposta definitiva, quantomeno di un’interlocuzione: è possibile parlare oggi di un emergente “dispositivo della migrazione”? E’ possibile che questo sia uno di quei dispositivi che qualifica l'”attuale”, definito da Deleuze (2007) nei termini di “ciò che stiamo diventando, cioè l’Altro, il nostro divenir-altro”?

In attesa che qualcuno mi dia il suo parere in merito, così, a mo’ di divertissment intellettuale, fingerò per un attimo che il quesito sia una pacifica affermazione, che sia cioè appurato e riconosciuto che sì, esiste un “dispositivo della migrazione”, nell’accezione peculiare che Foucault conferisce al termine, ossia, lo ricordiamo, “un insieme assolutamente eterogeneo che implica discorsi, istituzioni, strutture architettoniche, decisioni regolative, leggi, misure amministrative, enunciati scientifici, proposizioni filosofiche, morali e filantropiche”.