La mente migrante e il migrante che mente

Seduto con le spalle un po’ curve in punta di sedia, nell’accettazione del Centro di Salute Mentale di una sonnolenta città di provincia, M. risponde alle solite domande che l’infermiera gentile gli rivolge allo scopo di compilare l’ennesima cartella clinica: nome e cognome – come sempre finiscono per essere invertiti e con qualche piccolo errore di trascrizione…poco male, i servizi l’hanno già “ribattezzato” molte volte da che è in Italia -, data di nascita – presunta -, luogo di nascita – “basta lo Stato di provenienza…già è molto se conosciamo quello!” -, tipo di permesso di soggiorno – umanitario per motivi di salute – , età – a spanne -, stato civile, numero di figli –“Ah tre!Davvero? Così giovane e già tre figli!”.

Una nuova avventura

Sulla sponda settentrionale del lago, proprio sotto i dirupi scoscesi ai quali si aggrappa la Nemi odierna, sorgevano il bosco sacro e il santuario della Diana Nemorensis, la Diana dei Boschi (Il ramo d’oro – J. G. Frazer)

Il Bosco di Diana è un progetto editoriale che nasce dall’iniziativa di ramodoro, un’associazione formata da un gruppo di persone che amano l’arte e l’antropologia.