Piccole grandi città d’Africa

Nairobi State of Mind – Michael Soi

Le narrative che raccontano l’Africa riproducono l’immagine di spazi sconfinati e vuoti in cui emergono, qua e là, agglomerati urbani dipinti spesso come gironi infernali. Dagli slum di Nairobi alle discariche di Accra, dalle proteste nelle strade di Bujumbura alle township sudafricane, le città africane sembrano non poter sfuggire alle despondency theories che riguardano il Sud Globale. Megalopoli in cui si gioca, a volte con successo e altre altre volte no, la sfida dello sviluppo nel continente africano. Non è ben chiaro cosa giunga a noi di queste città. Abituati a pensare l’Africa o come “Terzo Mondo” o come paradiso turistico, conosciamo ben poco della vita quotidiana dei suoi abitanti e delle sue città. Dati alla mano, questa visione del continente africano dice ben poco di utile.

Da almeno mezzo secolo l’Africa vive una costante crescita della popolazione urbana. Dal 1950 al 2009, gli abitanti delle città sono passati da 20 a più di 395 milioni e in un futuro non troppo lontano la maggioranza degli africani vivrà in città. Limitarsi alle spiagge e ai campi profughi (sono consapevole di semplificare molto il discorso) è fuorviante. L’Africa è fatta di città e lo è da molto prima che le navi europee attraccassero sulle sue coste. Lo spazio urbano non è un’invenzione recente e tanto meno esperienza rara per gli africani.