Foto di Ewa Gleisner, Opera di Gigi Piana planisferi(semisfere) new skyline

Esistono tanti tipi di confini. Alcuni materiali, fisici, altre volte invece abbiamo a che fare con confini simbolici, culturali, più labili e invisibili ma pur sempre reali. Si tratta di muri, filo spinato, migrazioni, sofferenze e speranze. Si tratta di persone che li sfidano, li trapassano mettendosi in gioco e a volte rischiando anche la vita.

In occasione della VI edizione del “Festival della TV e dei nuovi media” dal 4 al 7 maggio 2017 si terrà la mostra collettiva “Ogni cento metri il mondo cambia”.

Con strumenti espressivi molto diversi fra loro Laura Canali, Riccardo Gusmaroli, Pablo Mesa Capella e il nostro Gigi Piana ci invitano a riflettere su un tema di stringente attualità: i confini.

Che significato hanno le frontiere oggi se, come scriveva il poeta cileno Roberto Bolaño, «ogni cento metri il mondo cambia»? Questa è la domanda a cui proveranno a rispondere i quattro artisti contemporanei.

La serata inaugurale della mostra si svolgerà venerdì 5 maggio alle ore 18.00 presso via G.B. Schellino 1 a Dogliani (CN).


Note biografiche sugli artisti

Laura Canali artista ed esperta di cartografia geopolitica, lavora da anni mescolando la dimensione cartografica con una ricerca estetica con la quale, attraverso l’impiego di materiali insoliti, racconta la nostra contemporaneità. È fra i principali collaboratori di «Limes», oltre che di altre testate e istituzioni culturali italiane e straniere.

Riccardo Gusmaroli muove i suoi primi passi come fotografo, per poi approdare a un linguaggio artistico in cui la geografia degli spazi si confronta con una ricerca poliforme: dalle cartine ai francobolli, fino alle barchette di carta, il suo immaginario ci conduce in un mondo in cui l’arte diventa uno strumento di comunicazione e di inclusione.

Pablo Mesa Capella scenografo e regista, si è presentato sullo scenario artistico internazionale con una ricerca che unisce la performance e l’installazione. I suoi lavori, che non temono di misurarsi con la monumentalità degli spazi, affondano le radici nella tradizione del Mediterraneo per approdare a un linguaggio che riesce a misurarsi con la contemporaneità senza perdere la levità della poesia.

Gigi Piana artista visivo e performer, lavora da sempre sul tema dei confini, siano essi quelli geografici, culturali o fra i sessi. Attento alla dimensione tecnica del lavoro, fa dell’intreccio di diversi materiali, il suo mezzo espressivo preferito. La sua poetica è alla continua ricerca di un’identità poliforme e polisemica, in cui l’individuo, per raggiungere il proprio equilibrio, deve confrontarsi con le differenze e con le contraddizioni.

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