Lo IESA in foto: spazio, tempo e condivisione

Scatti in anteprima dalla mostra di Collegno.

Il 5 dicembre 2018 alle 17:30, presso il foyer della Lavanderia a Vapore di Collegno (Corso Pastrengo 51, Collegno), verrà inaugurata una mostra fotografica organizzata e promossa dal progetto IESA di Collegno (ASLTO3) insieme all’Associazione ramodoro – Antropologia pratica per il sociale.

Verrà inoltre ricordato il lavoro di Agostino Pirella, co-protagonista della riforma sanitaria che, unica in Europa, portò l’Italia a superare concettualmente l’idea del manicomio come strumento principe da mettere in campo per la lotta alla malattia mentale. Pirella è venuto a mancare nel 2017.

La mostra fotografica consisterà in circa 60 scatti prodotti seguendo il criterio della fotografia partecipativa, avendo cioè chiesto agli attori interessati di usare qualsiasi mezzo (smartphone, macchine digitali, etc.) a loro disposizione per documentare la “loro” realtà quotidiana. Sarà dunque un affaccio realistico e veritiero sul mondo degli affidi eterofamigliari promossi dal servizio IESA dell’ASLTO3.

Infine, la mostra avrà natura itinerante, spostandosi in diversi luoghi italiani, con l’obiettivo di promuovere la cultura IESA sul territorio. La recente DGR piemontese, che ha riformulato la psichiatria regionale nel 2016, ha esteso lo IESA a tutte le ASL regionali, promuovendolo a buona prassi psichiatrica da diffondere e replicare sul territorio.

Scatti in anteprima dalla mostra di Collegno.

In cosa consiste il progetto IESA, in pillole?

Lo IESA è un progetto di inserimento di pazienti psichiatrici adulti nel contesto di famiglie ospitanti, che decidono di aprire la propria abitazione a un ospite proveniente dal circuito della psichiatria canonica.

Perché il progetto rappresenta un’avanguardia nelle prassi psichiatriche?

  • Il progetto, di fatto, rappresenta l’unico tentativo reale di contrastare le forme nuove di cronicità: nell’iter terapeutico percorso da un utente che accede ai servizi di psichiatria (presa in carico, piano di cura, messa in campo degli strumenti di cura, reinserimento sul territorio), l’ultima tappa è la più problematica: l’impossibilità di un reinserimento reale spesso frena tutto il processo, producendo regressioni, in un loop infinito e in percorsi lunghissimi che di fatto rappresentano una nuova, seppur migliore, forma di cronicizzazione dei pazienti
  • l’abbinamento famiglia-utente, è supervisionato e monitorato da un’equipe preposta , che segue tutto l’iter e decide per le modalità della convivenza, facendosi “operatore sociale” ma in posizione “latente”, ovvero non presenziando sempre sul luogo di reinserimento
  • la famiglia viene supportata attraverso un assegno terapeutico che si aggira intorno ai 1000€ al mese. Il costo per lo Stato di un utente reinserito tramite IESA, è di 3 volte inferiore al costo di un utente ospitato in strutture
  • il reinserimento eterofamigliare, fornisce un contesto reale di reinserimento: non è il surrogato della realtà (come a volte avviene nei contesti di reinserimento diurno o nei gruppi appartamento a bassa soglia): viene qui tentato un reinserimento reale, in una famiglia che ha sue abitudini e una rete sociale pregressa
  • il progetto avvantaggia due attori sociali insieme: il paziente e la famiglia ospitante, in una logica di vantaggio reciproco in cui non c’è nessuno che “perde”
  • i progetti inerenti la sanità, dovranno andare, per assenza di risorse, verso formule di questo tipo, domiciliarizzate e capillarizzate sul territorio, usando risorse già presenti

Qui uno spaccato dei numeri che caratterizzano progetti affini a IESA in Europa (per esempio il progetto Shared Lives in UK):

Per informazioni:

IESA COLLEGNO

Via Martiri XXX Aprile n.30 – 10093 Collegno (To) – tel 011 4017463

FB: Servizio IESA ASL TO3

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