Forme e spazi del dono e della condivisione nella società contemporanea

 

Da un progetto IESA a un progetto di co-housing per comprendere le differenze del donare e del condividere.

Marco Anselmi, antropologo culturale

Il dono viene in genere contrapposto al mercato. Il primo sarebbe fondato sulla reciprocità, sulla fiducia, sulla relazione; lo scambio di mercato, viceversa, sull’interesse, sull’egoismo e sul calcolo. Questa polarità si sta tuttavia rivelando problematica, è necessario a questo punto introdurre una terza possibilità, la condivisione. Pratica nascosta e poco analizzata negli studi antropologici, la condivisione appare tuttavia costitutiva dell’umanità e di tanti aspetti della contemporaneità.

Il “fare insieme”, il “consumare insieme” e il contrapporsi alle visioni incentrate sull’individualismo possessivo, sulla competizione e sul conflitto sono le caratteristiche principali del condividere. A differenza del dono però, la condivisione non implica il possesso e neppure l’obbligo di ricambiare, la condivisione, infatti, caratterizza tutte quelle situazioni in cui gli “io” si dissolvono in un “noi”. Occorre dunque stare attenti alle retoriche dello sharing, perché così come è avvenuto per molti aspetti del dono, anche la condivisione rischia di essere assorbita all’interno del paradigma astuto e avvolgente dell’homo oeconomicus e presentarsi come l’ultima frontiera del capitalismo.

Partendo dal luogo che ospita l’evento di ramodoro e da alcuni scatti del progetto di fotografia  partecipativa, realizzato con i nuclei famigliari IESA, in questo intervento saranno analizzate le   differenze tra dono e condivisione nella società contemporanea e si vedrà quanto la condivisione sia una componente fondamentale del legame sociale.

L’obiettivo finale è quello di privare a dialogare con il pubblico, costruendo insieme, un dibattito sui possibili pericoli di un’economia del dono e sugli aspetti positivi che invece porta una Condivisione intesa nella maniera più aperta e liberatoria possibile.


Il 17 marzo 2018 si é svolto a Torino CONdiVISIONE. Con una serie di post vorremo dare la possibilità a tutti coloro che non erano presenti e coloro i quali si fossero persi qualche pezzetto per strada di rileggere i contenuti della serata.

Gli interventi sono stati quattro:

  1. I progetti di ramodoro per una psichiatria democratica: una mostra fotografica sul progetto IESA dell’AslTo3 a cura di Raffaele Avico, psicologo psicoterapeuta
  2. Forme e spazi del dono e della condivisione nella società contemporanea. Da un progetto IESA a un progetto di co-housing per comprendere le differenze del donare e del condividere” a cura di Marco Anselmi, antropologo culturale
  3. Antropologia e progetti per l’umanità: come noialtri possiamo costruire società sostenibili e persone libere. Spunti da “La cultura ci rende umani. Movimenti, diversità e scambi” (Utet, 2018) a cura di Marta Mosca, antropologa culturale
  4. La vocazione interstiziale dell’antropologia culturale e la mediazione etnoclinica come lavoro di rete tra I servizi. Il progetto di uno “sportello di mediazione etnoclinica” a Biella. a cura di Eleonora Spina, antropologa culturale

Con una serie di 20 immagini potete anche ripercorrere la performance CONdiVISIONE ideata da Gigi Piana e Aurora Lo Bue.

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