CONdiVISIONE – Gli interventi

CONdiVISIONE ha preso le mosse dall’esperienza corporea, una performance che potete riassaporare attraverso il servizio fotografico realizzato durante la serata, la seconda parte dell’evento é stata dedicata al confronto teorico e al dialogo con il pubblico. Il filo rosso degli interventi é stata proprio la parola “condivisione”: abbiamo provato a illustrare da diversi punti di vista e seguendo diversi progetti dell’associazione cosa significa oggi condividere e fare antropologia.

Con una serie di post vorremo dare la possibilità a tutti coloro che non erano presenti e coloro i quali si fossero persi qualche pezzetto per strada di rileggere i contenuti della serata.

Gli interventi sono stati quattro:

  1. I progetti di ramodoro per una psichiatria democratica: una mostra fotografica sul progetto IESA dell’AslTo3 a cura di Raffaele Avico, psicologo psicoterapeuta (a continuazione)
  2. Forme e spazi del dono e della condivisione nella società contemporanea. Da un progetto IESA a un progetto di co-housing per comprendere le differenze del donare e del condividere” a cura di Marco Anselmi, antropologo culturale
  3. Antropologia e progetti per l’umanità: come noialtri possiamo costruire società sostenibili e persone libere. Spunti da “La cultura ci rende umani. Movimenti, diversità e scambi” (Utet, 2018) a cura di Marta Mosca, antropologa culturale
  4. La vocazione interstiziale dell’antropologia culturale e la mediazione etnoclinica come lavoro di rete tra I servizi. Il progetto di uno “sportello di mediazione etnoclinica” a Biella. a cura di Eleonora Spina, antropologa culturale

Con una serie di 20 immagini potete anche ripercorrere la performance CONdiVISIONE ideata da Gigi Piana e Aurora Lo Bue.

Di seguito pubblichiamo il primo intervento della serata, domani pubblicheremo il secondo.


Raffele

I progetti di ramodoro per una psichiatria democratica: una mostra fotografica sul progetto IESA dell’AslTo3

Raffaele Avico, psicologo psicoterapeuta

Da circa due anni collaboro con l’associazione ramodoro e mi occupo di progetti inerenti la salute mentale mossi da una motivazione antropologica e nella direzione di una psichiatria democratica.

In questo senso, con ramodoro e il progetto IESA dell’asto3 abbiamo avviato un lavoro fotografico di testimonianza.

lo IESA è un progetto di reinserimento di pazienti psichiatrici all’interno di famiglie cosiddette  normali; gli operatori come Sara coinvolti fanno da ponte tra famiglie di volontari che decidono di ospitare delle persone con problemi di reinserimento sociale e psichiatrico in un contesto di vita quotidiana normale sul territorio. Il progetto IESA è attivo da circa 20 anni sul territorio dell’aslto3, e conta per ora un numero di circa 50 pazienti reinseriti all’interno di altrettante famiglie. Abbiamo contattato i nuclei ospitanti e abbiamo chiesto loro e agli ospiti di mandarci del materiale fotografico attraverso il quale potessero testimoniare del progetto, dello spazio e del tempo passato in famiglia. Ci hanno inviato le fotografie scattate, di cui potete vedere un piccolo estratto appeso alle pareti, che diventeranno una mostra fotografica itinerante che passerà in alcune zone della città, il primo dei quali sarà probabilmente il caffè Basaglia.

Il progetto IESA si ispira a un progetto belga, nato nella cittadine di Geel, vicino a Bruxelles, dove da secoli si sperimenta una forma di convivenza tra utenti psichiatrici e famiglie normali in un clima  di accoglienza e di reale inserimento: attualmente a Geel ci sono più di 200 persone reinserite.

Il percorso di reinserimento di un paziente psichiatrico avviene solitamente con dei gruppi appartamento protetti, con degli operatori che fanno dei passaggi di controllo, e attraverso l’assegnazione di case popolari e borse lavoro, verso un’autonomia spesso difficile e destinata molte volte a condurre la persona a uno stato di isolamento sociale. Il progetto iESA, come in generale i progetti di affido eterofamiliare, forniscono un cordone sociale di protezione, un clima caldo familiare e un affaccio sul territorio diretto, come se la persona appartenesse veramente a quel nucleo e fosse coinvolta nei suoi riturali e abitudini.

ramodoro è impegnata nella promozione di un’idea di promozione basagliana e democratica di psichiatria, verso un’accettazione reale della malattia mentale tra la cittadinanza, contro lo stigma, nell’idea che ciò che crea panico, è solo ciò che non si conosce a sufficienza.

Se volete approfondire su youtube trovate l’intervento di Sara Moscardo, che nello IESA  ci lavora, registrato durante l’evento del 17 Marzo.

Tutte le cose da sapere sul progetto IESA:

Il progetto IESA dell’ASLTO3

 

Il modello nordico a cui si ispira il progetto IESA:

Psichiatria: Il modello de-istituzionalizzante di Geel

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