Buone notizie per gli appassionati di lingue, per i viaggiatori e per gli antropologi interessati all’Africa orientale, dal 3 Marzo Duolingo ha lanciato il suo primo corso dedicato ad una lingua africana: lo swahili!

Durante il “Design Indaba” di Cape Town, la conferenza dedicata alla tecnologia e al design, il CEO della famosa app gratuita per studiare le lingue ha annunciato il lancio della piattaforma dedicata allo Swahili (conosciuto anche come Kiswahili), lingua Bantu parlata in Kenya, Tanzania, Uganda, Rwanda, Burundi, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, isole Comoree (considerata un dialetto dello swahili) e parti del Zambia, Malawi e Mozambico. Si tratta della lingua franca più importante per la regione dei grandi laghi che sta vivendo una fase di vivace crescita.

Per sviluppare la piattaforma Swahili ci sono voluti 9 mesi, ma nel forum già due anni fa era stata suggerita dagli utenti l’idea dell’avvio di un progetto dedicato alla lingua Bantu.

Oggi il “corso” conta già 93,2 mila studenti. Ancora in versione Beta, il progetto è attualmente disponibile solo in inglese, ma continua ad evolversi e la piattaforma cerca ancora parlanti-nativi volontari che aiutino lo sviluppo del corso online con lo slog “Collabora ad un corso di lingua. Cambia il mondo“.

Probabilmente la prossima lingua africana ad essere implementata sulla piattaforma sarà lo Zulu, parlato de un alto numero di Sudafricani.

Il co-fondatore di Duolingo, Luis von Ahn, imprenditore di origini guatemalteche, pioniere del crowdsourcing è anche professore presso il dipartimento di informatica della Carnegie Mellon University. Dopo aver venduto a Google la sua azienda CAPTCHA, ha deciso di dedicarsi a coronare il suo sogno: migliorare l’educazione pubblica per permettere alle persone di tutte le estrazioni sociali di avere accesso a migliori opportunità. Da questa idea iniziale è poi nato Duolingo.

“Più di 1,2 miliardi di persone stanno imparando una lingua e la maggior parte lo fa per poter accedere a migliori opportunità. Purtroppo, per la maggioranza imparare una lingua è costoso e inaccessibile.

Abbiamo creato Duolingo per dare a tutti una possibilità. Un’educazione linguistica gratuita – senza costi nascosti, senza contenuti premium, completamente gratuita.

Duolingo viene utilizzato dagli uomini più ricchi del mondo e da molte star di Hollywood, e allo stesso tempo da studenti di scuole pubbliche in paesi in via di sviluppo. Noi pensiamo che ci sia vera uguaglianza quando il denaro non possa comperare un’educazione migliore.” 

(Estratto dal Manifesto di Duolingo)

Questo progetto ci spinge a guardare con ottimismo alle applicazioni delle nuove tecnologie all’ambito dell’istruzione, ma anche più in generale alla salvaguardia delle lingue. Essendo Duolingo aperto e collaborativo, teoricamente si può immaginare che in futuro anche lingue minori trovino spazio sulla piattaforma, se solo si raccogliesse un gruppo di appassionati e volenterosi sostenitori della lingua stessa.

Tuttavia oltre a un gruppo di appassionati volontari ci sono alcuni nodi problematici da non perdere di vista, prima fra tutto il digital divide. L’accesso alle nuove tecnologie è migliorato anche nel continente Africano, soprattutto grazie all’abbassamento del costo degli smartphone, si tratta infatti di uno dei mercati con le previsioni di crescita più floride nel prossimo futuro.

Ma accesso non significa solo possedere uno smartphone, acceso significa soprattutto disponibilità di una connessione internet (ovviamente oltre all’elettricità per alimentare l’apparecchio). Per combattere il digital divide occorre continuare a lavorare sulla disponibilità di una maggiore larghezza di banda, per permettere un accesso equo alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità.

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