Battito incessante

Bangui, 15 aprile 2017

Percorrendo il tratto di strada per arrivare alla maternità di Gbaya Dombia, è la stessa geografia della città a suggerirti che stai per inoltrarti nel mondo di PK 5. La strada, l’asse che separa il secondo dal quinto -per insinuarsi nel terzo- arrondissement di Bangui, prima ampia e relativamente trafficata, si fa via via più stretta e vivace. I sensi si perdono nel brulicante fermento che contraddistingue questo angolo di città.

Ci si smarrisce ad osservare il susseguirsi di negozietti attaccati gli uni agli altri che, dal piccolo uscio della propria porta, lasciano intravedere il loro mondo interno, i banchi di legno del mercato ai lati della via, carichi di verdure e frutti caldi e maturi, di carne macellata attorniata da mosche ingorde… mi interrompo per osservare il percorso dei commercianti ambulanti: un uomo che traina un carro di ferro arrugginito che trasporta le interiora e i resti di una mucca che distinguo solo per la presenza delle corna in cima al carretto, un ragazzo che spinge un bidone di lamiera portante la scritta artigianale “Nescafé” anche se probabilmente dentro all’acqua calda non metterà il caffè in polvere di marca ma quello più economico per poter guadagnare qualche soldo dalla sua attività commerciale di “barista” ambulante.

Vengo distratta dal tintinnio di un giovane che richiama l’attenzione per vendere la propria merce: in mano ha un sonaglio artigianale, probabilmente contenente qualche seme vegetale…lo scuote con costanza e il suo rumore si perde nei clacson incessanti dei mototaxi. La via è viva, abitata e vissuta da persone a piedi, ambulanti e commercianti per lo più, taxi gialli sgangherati, mototaxi guidati da giovani senza casco con a bordo più passeggeri. Ogni tanto qualche camion o carica-merci cerca di interrompere il moto perpetuo della via facendo manovra: senza riuscire nel proprio intento, rimane incastrato nel fermento, immobile e risucchiato nel vortice del tempo della strada.

Il canto e richiamo dei muezzin mi ipnotizza mentre osservo il colore sgargiante dei veli delle donne che si alterna al bianco delle tuniche degli uomini. Mi chiedo come i loro abiti possano essere così candidi in questo luogo così polveroso.

L’odore della carne cotta alla brace si alterna all’odore di scarico delle moto…la polvere rossa mi entra nelle narici anche se i finestrini dell’auto sono chiusi.

Ovattata e cullata da questo moto perpetuo, mi domando come questo angolo così vivo, il cuore commerciale di Bangui, possa portare in sé al tempo stesso tanta vita e tanta morte. PK 5 infatti è uno dei quartieri più instabili della vacillante Bangui: una enclave nella città, abitata prevalentemente da mussulmani. Negli anni della crisi la gente non usciva dal quartiere per non rischiare la propria vita; viceversa chi viveva fuori non vi entrava. Una storia già vista e già sentita, quella del “noi” e degli “altri”.

Una storia che non vuole cessare di ripetersi. E come il moto continuo del commercio, anche la violenza non vuole smettere di generarsi e autoalimentarsi: le invisibili barriere di accesso a questo cuore di città sono presenti e tangibili. Non sono visibili, è vero, ma la loro presenza è ingombrante e prende posto nella vita di chi vive a Bangui: “siamo abituati” mi dicono i miei colleghi, abituati agli scontri armati tra i gruppi di autodifesa, spesso guidati da giovani sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, abituati alle esplosioni di granate, lanciate quasi per capriccio tra rivali di gruppi diversi o addirittura all’interno della stessa fazione, abituati a dover rientrare prima la sera o a cambiare il proprio percorso per motivi di sicurezza, abituati a feriti che continuano a bussare alle porte di una maternità per essere curati…

Un cuore che batte, un cuore che pulsa, incessante, in una sinuosa danza di vita e di morte.


Margherita partecipa come antropologa, Promotion de santé, in un progetto di Medici Senza Frontiere incentrato sulla salute materno infantile in Repubblica Centrafricana. Per un approfondimento sull’attuale situazione in RCA potete visitare la pagina di MSF dedicata al paese.

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