CONdiVISIONE

Opera di copertina: Gigi Piana

Dalla separazione al vivere insieme

L’associazione “ramodoro – antropologia pratica per il sociale” è lieta di invitarvi sabato 17 marzo alle ore 18.00, presso i locali di “Via delle Orfane 15”, a “CONdiVISIONE – dalla separazione al vivere insieme“.

Un momento di incontro e confronto, dove danza, arte e antropologia faranno da guida alla scoperta di nuove pratiche del vivere quotidiano, dove lo spazio si trasforma e conforma dando vita a nuovi modi dell’abitare contemporaneo.

CONdiVISIONE” vuole essere un’occasione di riflessione, un racconto, attraverso performance artistiche e testimonianze, di come lo spazio possa diventare fluido e adattarsi allo stile di vita di chi lo abita, ri-significando l’idea dell’abitare come relazione complessa con un ambiente, come “processo” e come “atto”.

¿frontera esta_tal?

ESEN

Opere Gigi Piana

Dal 23/02 al 03/03 negli spazi espositivi di Espronceda a Barcellona. Giovedì 22/03 alle ore 19.30 si inaugura la mostra alla presenza dell’artista che svolgerà una performance coinvolgendo il pubblico. Scopri di più e partecipa all’evento su “¿frontera esta_tal? | Gigi Piana”.

Le linee e i confini vengono usati per rappresentare le nostre identità. Questo tema che ha assunto una rilevanza sempre maggiore, diventando una tra le più diffuse chiavi d’interpretazione della realtà odierna. Anche in Catalogna e in Spagna la domanda “chi siamo” è al centro del dibattito politico e sociale. I lavori di Gigi Piana sono quindi importanti per ricordarci che l’identità non è un destino, bensì un insieme di decisioni: non solo decidiamo dove disegnare i confini, ma questa linea si può spostare e ridisegnare.

“Chi ama brucia”

Quando un’antropologa sale sul palcoscenico

Da tempo mi affascina l’idea che la ricerca scientifica debba trovare il modo di comunicare, di rivolgersi ad un vero pubblico. Inoltre penso che il teatro debba nutrirsi di ciò che realmente accade nel mondo, della contemporaneità, e abbia il dovere di illuminarne gli angoli scuri. Allo stesso tempo mi sembra che il teatro (che intendo come ricerca sull’umanità), abbia bisogno e debba avvicinarsi il più possibile ad una scienza, al suo tentativo metodologico di onestà ed esattezza, o perlomeno debba tentare di dire delle cose “vere”. Da questa consonanza e dalla necessità di dare corpo ad un materiale che sento il dovere di rendere pubblico nasce lo spettacolo “Chi ama brucia. Discorsi al limite della Frontiera”. (Alice Conti)

“Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera” è lo straordinario spettacolo di Alice Conti, attrice e regista, ma non solo. Nel 2012 si laurea in Antropologia culturale, con una tesi sul C.I.E. (Centro di Identificazione e di Espulsione per stranieri) di Torino, dove conduce una ricerca etnografica i cui risultati prenderanno non solo una forma scritta, ma anche teatrale.

Il prodotto finale è una performance potente come un pugno nello stomaco, del resto, ciò che l’antropologo indaga, osserva e vive sul campo provoca spesso e volentieri proprio quella sensazione. L’antropologia analizza la realtà, quella vera, non quella immaginata e cerca di interpretarla, spiegarla e restituirla al pubblico nella maniera più onesta e precisa possibile. Pratica fondante della disciplina è una metodologia rigorosa basata sull’osservazione partecipante, su interviste di tipo qualitativo, sulla permanenza prolungata del ricercatore sul campo, e la trasposizione di tutto ciò in rappresentazione teatrale, in “Chi ama brucia” ha un impatto davvero notevole.

Il progetto IESA dell’ASLTO3

Nel contesto della città di Geel, in Belgio, ormai da molti anni, si sperimenta l’inserimento di malati psichici all’interno di famiglie tradizionali. 

Queste famiglie, chiamate «foster families», prendono in carico le necessità dell’«ospite» (di natura pratica, ma anche affettiva) in cambio di un supporto economico, sotto la supervisione attenta di operatori formati a riguardo. 

Questo approccio alla malattia psichica ha due vantaggi. Da un lato offre al paziente l’opportunità di un reale inserimento sul territorio, che gli dia la possibilità di una graduale riadesione alla vita della comunità. Dall’altro consente alla famiglia di avvalersi di una entrata economica, utile a fare fronte alle molte spese legate a questa ospitalità.